Oltre questa inguaribile frenesia di appartenere al sogno napoletano, questa oleografica e perenne carrellata di audacia e sentimento dispersi fra la magia perenne dei suoi vicoli, cosa altro si può portare via da Napoli? In quale altro modo possiamo sequestrare vibrazioni ed impressioni che rinnovino l’unicità globale di questa meta, passando per forme e riti ancora privati e sconosciuti ai più? Forse nel nome appositamente si voleva celare l’intento di cristallizzare un tempo in divenire e di farlo sovvertendo le regole del dinner teatrale e di tutta la scenografia che lo narra. La gravitas della sua storia millenaria, la scanzonata attitudine partenopea, i richiami aulici della Serao, la provvidenziale autorevolezza del santo patrono: lava_slow_living (@lava_slow_living) si è assolutamente spinta ad oltranza in un immaginario sensoriale accuratamente cesellato a mano per le sue cene spettacolo ed eventi di lusso su misura, assorbendo le sensazioni e i riti più nascosti della città di Napoli e riproponendoli alla luce di una autentica allucinazione collettiva che trova in Napoli palcoscenico ineguagliabile di quella catarsi che solo eventi del genere suscitano in coloro che vi partecipano. Invece lava_slow_living, a metà fra celebrazione canonica e momento introspettivo, inaugura un filone innovativo nella scenografia ed organizzazione di cene spettacolo, rivalutando con predominio e profondità il senso stesso dell’evento, inteso non come occasione ma come una vera ritualità nel corso della quale il brio, l’euforia ed il sogno si accalcano confusi per venire poi allineati dall’abilità esecutiva e sognatrice di questa boutique agency partenopea che in breve tempo ha creato un suo codice visivo distinguibile ed altamente calibrato ad personam. È la primavera della città, un vistoso rinascimento ha abbracciato Napoli senza dover inventare nulla, ma solo insistendo e riscoprendo millenni di bellezza e di tradizione messi a dormire nei secoli; inerzia, pressappochismo e una certa superficialità narrativa sono stati sradicati da un modo metafisico di introdurre il visitatore nel turbinio della bolgia napoletana: una fragorosa tormenta di istinti che nella città trovano un loro provvidenziale ordine funzionale. Un taglio quasi metafisico ed introspettivo ha avvolto tutto ciò che ad oggi da Napoli deriva, anche il modo di fare eventi. lava_slow_living è viscerale nel suo raccontarsi, in un uso misurato del potere iconico di Napoli senza strizzare troppo l’occhio a corredi visivi ormai abusati e desueti, lava_slow_living vibra dall’interno e porta l’invitato in un non-luogo partenopeo. La riscoperta di un nuovo modo di concepire gli eventi, una promessa di memorabile e sentito divertimento all’ombra di scenografie latenti, incisive senza bisogno di strilli e di consenso facile. Un invito alla bellezza, al potere della risalita, al valore del discreto e del fatto ad arte, perché se baby showers sono divenuti emblemi imperituri di cafonaggine digitalizzata che sembra piacere a tutti, ci soccorre lava_slow_living nel ricordarci che la non accessibilità è più di una limitazione, talvolta è un invito diretto a fare meglio e ad essere meglio in tutto ciò che si è. A giudicare dal loro ultimo lavoro mi viene da fantasticare e sono certo che se Kubric avesse organizzato una cena a Napoli, l’avrebbe fatta proprio come lava_slow_living.